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Buon umore come fattore di successo

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4 gennaio 2017

Il collega entra in ufficio raggiante al mattino, il candidato si siede con un sorriso durante il colloquio di lavoro, il venditore accoglie i propri clienti di buon umore. Il buon umore è un fattore di successo. Ma perché è così e in che modo i candidati, i dipendenti e i dirigenti possono trarne vantaggio?

Il buon umore rende simpatici

Durante il colloquio di lavoro ciò che conta è la prima impressione. Più di qualsiasi parola pronunciata, è la comunicazione non verbale a influenzare la decisione a favore o contro un candidato. Il buon umore del candidato suscita simpatia nell’interlocutore e, idealmente, rafforza l’impressione positiva lasciata dalle sue parole.

Lo psicologo Chris Robert (Università del Missouri-Columbia), ad esempio, ha approfondito il tema dell„“umorismo sul posto di lavoro” giungendo, tra l’altro, alla seguente conclusione: Le persone spiritose, che diffondono ottimismo sul lavoro, aumentano enormemente la propria reputazione all’interno dell’azienda; colleghi e superiori si ricordano di loro più spesso e vengono raccomandate più frequentemente rispetto ad altri. – Un vantaggio inestimabile per i candidati in qualsiasi colloquio di lavoro.

Un buon clima aziendale rende attraenti anche le aziende

In uno studio, gli scienziati Adrian Gostick e Scott Christopher hanno intervistato oltre un milione di dipendenti per capire cosa li motiva o cosa rende attraente un datore di lavoro. Una delle conclusioni più importanti: le persone apprezzano maggiormente le aziende in cui si ride spesso. Quindi, cari colleghi del settore delle risorse umane: durante il colloquio di lavoro non contano solo il buon umore e l’atteggiamento positivo del candidato.

Le persone di buon umore sono più produttive

Università di Toronto. Lo psicologo Adam Keith Anderson ha sottoposto a studio tre gruppi di soggetti: il primo gruppo è stato messo di buon umore con della musica. Al secondo gruppo è stata fatta ascoltare musica triste, mentre al gruppo di controllo è stato chiesto di leggere alcune informazioni geografiche. Successivamente, i partecipanti hanno svolto dei compiti. Il primo gruppo, che era stato precedentemente messo di buon umore, ha mostrato risultati nettamente migliori in termini di capacità di assimilazione e analisi.

Non da ultimo grazie ai numerosi effetti positivi, da alcuni anni è emersa la figura professionale del „Feel Good Manager“, anche nelle prime aziende tedesche. Questo perché l’atteggiamento del dipendente – che naturalmente non dipende solo dal proprio buon umore, ma anche dai colleghi, dal clima lavorativo ecc. – influisce direttamente sulle prestazioni.

Ma non si può mica essere sempre di buon umore

È vero, ma non è nemmeno necessario. Ciò che conta è la percentuale di pensieri positivi: gli scienziati Barbara L. Fredrickson e Marcial Losada dell’Università della Carolina hanno calcolato che un rapporto positivo di almeno 3 a 1, ovvero tre sentimenti positivi per ogni sentimento negativo, è sufficiente per un atteggiamento di fondo positivo. E come si fa ad aumentare la percentuale di pensieri positivi, se necessario?

È dimostrato che l’attività fisica regolare e lo sport stimolano il rilascio di ormoni della felicità, come la serotonina e le endorfine. Anche la luce (diurna/solare) è un „fattore di felicità“. Anche alcuni alimenti contribuiscono al buon umore, soprattutto quelli con un alto contenuto dell’aminoacido triptofano. Tra questi figurano, ad esempio, banane, avocado, fichi, fiocchi d’avena, parmigiano e vari tipi di frutta secca. Anche la (giusta) musica ha un effetto positivo.

A proposito, ecco un'altra buona notizia per tutti quelli che oggi non sono di buon umore:

Nel test di Anderson a Toronto, citato in precedenza, è emerso che i soggetti di cattivo umore del gruppo 2 (musica triste) hanno ottenuto risultati migliori nel test di concentrazione e si sono lasciati distrarre meno durante lo svolgimento di attività singole, semplici e ripetitive. Quindi, se oggi siete di cattivo umore, provate semplicemente a dedicarvi a un’attività monotona, ad esempio l’archiviazione in ufficio o l’inventario.

E, una volta completata con successo questa attività che richiede grande concentrazione, partecipate al nostro concorso a premi su Facebook (dal 10/01 al 15/01/2017, ore 20:00), per regalare ancora più musica e buon umore.